Politicamente scorrettissimo
18 AGO 20

Può un manipolo di 30 probi ed integerrimi funzionari costituire larisposta alla dilagante corruzione? Può una (ennesima) “Autorità”garantire limpidezza all’utilizzo di una tale mole di danaro pubblico qualè quella che lo Stato moderno ha avocato a sè “per il bene comune”?Vien da ridere. Da quando si è persa la percezione stessa dell’esistenzadi una “struttura normativa” del reale - e quindi di una morale“naturale” - la cogenza di certi comportamenti o discende dallapersonale “virtuosità” del soggetto o è declinabile nel notoimperativo categorico del “devi perché devi” (ben nota ai lettoriserali di Kant).La morale “laica” irride la morale naturale e formula lesue leggi positive non curandosi affatto di come è fatto l’uomo. El’uomo è fatto così: che quando gestisce le “cose sue proprie” facoincidere l’interesse personale con la virtù; ma quando è unfunzionario pubblico, anche onestissimo, accade che dovendo, “perchédeve”, assegnare appalti di milioni e milioni di euro a terzi, sia indottoin tentazione. Sarà banale, ma l’unica equazione immediatamenterealizzabile nel contesto sopra descritto non può che prevedere: meno Stato= meno danaro pubblico = meno corruzione. Ed inoltre.Il giacobismo manettaro fa di tutta l’erba un fascio, ma c’è corruzione e corruzione, mazzetta e mazzetta: siamo proprio sicuri che in tale contesto costituisca sempre un crimine pensare di lucrare un qualche beneficio in termini di“attenzioni” o anche “favori” o comunque una qualche forma di“riconoscenza”, anche quando queste “attenzioni” non dannegginoulteriori terzi né costituiscano illegittimi ed ingiusti oneri per lacollettività amministrata? Esiste un tertium genus tra virtuoso e corrotto?Se si è arrivati, in ben altra materia, a teorizzare di una “zonagrigia” dove la legge è meglio non rivendichi la propria cittadinanza,sarebbe così deprecabile teorizzarla in questa materia senza passare perquelli che tra guardie e ladri tifano per i ladri?